Rubrica filosofica a cura di Stefania Balzarotti

In questa rubrica mi propongo di fornire dei piccoli spunti di riflessione, affidandomi a racconti di esperienze di vita e a contributi filosofici e letterari. Gli spunti corrispondono ad una mia stessa interrogazione e ricerca personale, e vogliono perciò aprire alla domanda e al dialogo, invitando il lettore alla ricerca di un suo punto di vista. Intendo accompagnare il lettore a porsi domande sull’esistenza umana, sulla ricerca di senso, sulla morte, le relazioni, e tutto ciò che il nostro stare al mondo ci invita a pensare.

 

Struttura: I filosofi saranno presi come spunto senza pretesa di assoluta precisione filosofico-linguistica, più idonea a testi differenti. Ho scelto di impostare i singoli testi, della lunghezza di una pagina, in una forma dialogica e narrativa, che favorisca la lettura. I riferimenti agli autori saranno prevalentemente in nota per permettere diversi livelli di lettura, uno più immediato ed eventualmente un approfondimento per chi interessato. Convinta che il linguaggio verbale non possa spingersi oltre un certo limite di comunicazione, affiancherò ad ogni testo un mio disegno, anch’esso derivato da visioni e riflessioni personali sulla tematica proposta.

 

Metodo: Come parlare della morte? Questa domanda mi perseguita da mesi, insieme al desiderio di poter trovare delle parole che possano accompagnare nel dolore chi soffre per un lutto, una malattia, una situazione difficile, e chi gli sta vicino. Spesso davanti al dolore, al male dell’altro non sappiamo cosa dire e non sappiamo cosa fare. Spesso rimaniamo in un silenzio imbarazzato. Altre volte ci si trova a pronunciare frasi in vario modo goffe e riparatorie “vedrai che andrà tutto bene”, anche quando sappiamo che non è così. Di certo non esiste una formula magica, un formulario che ci dica “ok, ecco la risposta che cercavo, ora so cosa dire e cosa fare”.

E allora, è possibile parlare di ciò e in quale modo?

Ho cercato le mie risposte in dei libri che avevo studiato, non soddisfatta ne ho cercati di nuovi. Alla fine sono approdata in alcuni libri che approfondiscono la filosofia come pratica di vita: si cerca non tanto di impostare lunghe trattazioni o dimostrazioni teoriche sul bene, sul male, sull’uomo, ma più che altro di fornire accompagnamento e confronto nella comune ricerca di senso che caratterizza la vita degli esseri umani sulla terra, alla scoperta di un proprio senso, di un proprio orizzonte.

 

Fonti: Alla base dei testi c’è una mia ricerca su autori e correnti che hanno caratterizzato lo sviluppo della storia della filosofia sia su studiosi contemporanei che  in diverso modo si scontrano con le sfide dell’esistenza umana.

Riguardo il confronto con contemporanei, il mio primo approdo è stato quello dell’etica della cura,  il cui fulcro è la valorizzazione di un pensiero attento a “la cura dell’altro”, al mondo, alle relazioni. Fa parte di questa corrente la necessità di dare voce alle esperienze di chi quotidianamente si occupa di cura, il cui ruolo è spesso relegato al “fare pratico” e per questo considerato “inferiore” rispetto ad altri lavori. In particolare i miei riferimenti sono stati l’opera di J. Tronto Confini Morali. Un argomento politico per l’etica della cura[1] e La cura dell’amore. Donne uguaglianza, dipendenza[2]  di E.F.Kittay.

Il mio secondo approdo è stato quello della riscoperta della filosofia come pratica filosofica volta alla cura di se stessi e dell’altro, della ricerca e costruzione del proprio senso. Farò ampio riferimento ai libri scritti da autori che lavorano in questa direzione, perché si basano su lunghi anni di studi, esperienze e di reale accompagnamento presso luoghi di cura. Riguardo a questo ramo mi è stato molto utile incontrare il lavoro della scuola filosofica Philo[3] di Milano.

 

Ricerca: In continua ricerca di modi per vivere la filosofia come qualcosa che parli della e alla vita dell’uomo in modo sincero, ho iniziato ad intavolare una serie di “dialoghi filosofici di strada”. Si tratta di “importunare” qualcuno seduto in treno o al parco e di fargli una domanda, nella forma del «Che cosa ti viene in mente se dico “..” ?»  La domanda, totalmente aperta, favorisce facilmente la libera associazione e diventa la base, dopo un iniziale momento di sorpresa, per conversazioni che portano spesso tutti i partecipanti (me compresa) ad interrogarsi su qualcosa di nuovo.

Questi dialoghi mi permettono di avvicinarmi un poco al sentire delle altre persone, alle loro convinzioni e ai loro dubbi, rendendo la mia ricerca più viva e partecipata.

 

Su di me

 

Mi chiamo Stefania Balzarotti, (Ste Balza). Mi appassionano le lunghe chiacchierate e gli incontri fugaci, disegnare su fogli piccoli piccoli o grandi grandi, sul treno, durante un concerto o comodamente in casa. Mi piace essere coinvolta in progetti sociali e artistici e scrivere. Nella vita e nel lavoro cerco di far convergere tutto ciò.

Ho frequentato la Facoltà di Lettere e Filosofia – interf. Sc. Della Formazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, conseguendo una Laurea Specialistica in Filosofia Teoretica (110L), con una tesi inerente all’etica della cura.

Ho seguito poi alcuni corsi di progettazione sociale e un corso breve di disegno alla NABA (Nuova Accademia di Belle Arti). Nel 2017 mi sono unita al gruppo internazionale degli Urban Sketchers, un gruppo di persone che, armate di quadernino e kit di colori portatili, disegna per le strade, narrando a proprio modo ciò che ci circonda.

Parallelamente agli studi ho partecipato come volontaria presso diverse associazioni, in Italia (es ABIO, Non di Solo Pane Magenta) e all’estero (Cottolengo, Kenya), e a termine dei miei studi ho così deciso di dedicarmi al sociale, sperimentando sia il campo della promozione (Arci Milano) e progettazione sia quello educativo (COMIN). Il disegno è man mano diventata parte integrante del mio lavoro: dal 2017 al 2019 ho tenuto un corso di disegno per bambini con FamigliAscuola in Santa Caterina (Magenta) e ho iniziato alcune

collaborazioni ed esposizioni.                                                                     
Tengo una rubrica disegnata sul portale online di Ecomunità:

http://ecomunita.it/author/stefania-balzarotti/

Ho esposto miei disegni e sketch e/o condotto performance di sketching dal vero durante diversi eventi di musica e culturali tra cui:

 

2019: Folknova (Portogallo), Blues in Cascina (Corbetta), Festival del Silenzio (Milano), JazzMi (Milano), Campagna politica per Ivo Colombo (Boffalora), 2018: Gran Presepe (Varese), Blues in Villa (Corbetta), Milan City Light (Milano), Inverart (Padiglione di Arte Giovane, Inveruno), Magenta Arte e Gusto, 9° Raduno internazione USK a Porto (Portogallo) 2017:  Festival delle metropoli (Milano), Inverart (con sketch selezionato come copertina).

 

Puoi trovare i miei disegni su:

https://www.instagram.com/ste.balza/ e https://www.instagram.com/stebalza.ballpendrawings/
A presto

Stefania Balzarotti 

 

[1]     J.Tronto, Confini morali. Un argomento politico per l’etica della cura, ed. Diabasis, Reggio Emilia 2006

[2]     E.F.Kittay, La cura dell’amore. Donne, uguaglianza, dipendenza, ed. Vita&Pensiero, Milano 2010

[3]     http://www.scuolaphilo.it/

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